Guida al catasto

Le categorie catastali

Cosa significano le sigle A/2, C/6 e D/1, quali immobili descrivono e perché incidono sulla rendita e sulle basi imponibili.

A cura della Redazione iCatasto Ultima revisione:

La categoria catastale è la sigla che descrive la destinazione e le caratteristiche generali di un'unità immobiliare urbana. Compare nella visura accanto ad altri elementi, tra cui classe, consistenza e rendita. Una lettera identifica il gruppo e un numero distingue le categorie al suo interno: A/2 indica, per esempio, un'abitazione di tipo civile, mentre C/6 comprende stalle, scuderie, rimesse e autorimesse senza fine di lucro.

La classificazione serve a inquadrare immobili che hanno funzioni e caratteristiche comparabili. Non è una semplice etichetta commerciale e non coincide necessariamente con il modo in cui un annuncio descrive l'immobile. Ha un effetto concreto perché partecipa alla determinazione della rendita catastale; la rendita, opportunamente rivalutata e moltiplicata secondo il tributo e la categoria, entra poi nel calcolo di diverse basi imponibili. Per leggere correttamente una categoria bisogna quindi considerare sia il codice sia gli altri dati presenti negli atti catastali.

Quando una nuova costruzione deve essere censita, il percorso di accatastamento dell’immobile attribuisce identificativi e classamento. Se un’unità esistente cambia consistenza, distribuzione o destinazione con effetti catastali, il tecnico valuta invece la dichiarazione DOCFA e la proposta di aggiornamento della categoria.

Tabella completa delle categorie catastali

La tabella riporta l'elenco disponibile nel modulo dati di iCatasto. La colonna “Uso” offre una descrizione sintetica utile per orientarsi, ma non sostituisce la denominazione catastale né una verifica sulla singola unità. I gruppi A, B e C raccolgono categorie ordinarie; D ed E riguardano immobili a destinazione speciale o particolare; F identifica entità urbane che, in genere, non hanno una rendita catastale propria.

Elenco delle categorie catastali per codice, denominazione, gruppo e uso
CodiceDenominazioneGruppoUso
A/1Abitazioni di tipo signorileAAbitazione di pregio
A/2Abitazioni di tipo civileAAbitazione
A/3Abitazioni di tipo economicoAAbitazione economica
A/4Abitazioni di tipo popolareAAbitazione popolare
A/5Abitazioni di tipo ultrapopolareAAbitazione ultrapopolare
A/6Abitazioni di tipo ruraleAAbitazione rurale
A/7Abitazioni in villiniAVillino
A/8Abitazioni in villeAVilla
A/9Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storiciAImmobile storico o artistico
A/10Uffici e studi privatiAUfficio o studio privato
A/11Abitazioni ed alloggi tipici dei luoghiAAlloggio tipico locale
B/1Collegi, convitti, educandati, ricoveri, orfanotrofi, ospizi, conventi, seminari e casermeBStruttura collettiva
B/2Case di cura ed ospedali (senza fine di lucro)BStruttura sanitaria senza fine di lucro
B/3Prigioni e riformatoriBStruttura detentiva
B/4Uffici pubbliciBUfficio pubblico
B/5Scuole e laboratori scientificiBScuola o laboratorio scientifico
B/6Biblioteche, pinacoteche, musei, gallerie, accademie e circoliBStruttura culturale
B/7Cappelle ed oratori non destinati all'esercizio pubblico dei cultiBCappella o oratorio privato
B/8Magazzini sotterranei per depositi di derrateBDeposito sotterraneo di derrate
C/1Negozi e bottegheCNegozio o bottega
C/2Magazzini e locali di depositoCMagazzino o deposito
C/3Laboratori per arti e mestieriCLaboratorio artigianale
C/4Fabbricati e locali per esercizi sportivi (senza fine di lucro)CImpianto sportivo senza fine di lucro
C/5Stabilimenti balneari e di acque curative (senza fine di lucro)CStabilimento senza fine di lucro
C/6Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse (senza fine di lucro)CStalla, rimessa o autorimessa
C/7Tettoie chiuse od aperteCTettoia
D/1OpificiDOpificio industriale
D/2Alberghi e pensioni (con fine di lucro)DStruttura ricettiva con fine di lucro
D/3Teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili (con fine di lucro)DStruttura per spettacoli con fine di lucro
D/4Case di cura ed ospedali (con fine di lucro)DStruttura sanitaria con fine di lucro
D/5Istituti di credito, cambio e assicurazione (con fine di lucro)DIstituto finanziario o assicurativo
D/6Fabbricati e locali per esercizi sportivi (con fine di lucro)DImpianto sportivo con fine di lucro
D/7Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un'attività industrialeDFabbricato per attività industriale
D/8Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un'attività commercialeDFabbricato per attività commerciale
D/9Edifici galleggianti o sospesi assicurati a punti fissi del suolo, ponti privati soggetti a pedaggioDEdificio galleggiante o ponte privato
D/10Fabbricati per funzioni produttive connesse alle attività agricoleDFabbricato produttivo agricolo
D/11Scuole e laboratori scientifici privatiDScuola o laboratorio privato
D/12Posti barca in porti turistici, stabilimenti balneariDPosto barca o stabilimento balneare
E/1Stazioni per servizi di trasporto terrestri, marittimi ed aereiEStazione di trasporto
E/2Ponti comunali e provinciali soggetti a pedaggioEPonte pubblico a pedaggio
E/3Costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubblicheEFabbricato per esigenze pubbliche
E/4Recinti chiusi per speciali esigenze pubblicheERecinto per esigenze pubbliche
E/5Fabbricati costituenti fortificazioni e loro dipendenzeEFortificazione
E/6Fari, semafori, torri per rendere d'uso pubblico l'orologio comunaleEFaro, semaforo o torre civica
E/7Fabbricati destinati all'esercizio pubblico dei cultiEEdificio di culto pubblico
E/8Fabbricati e costruzioni nei cimiteri (esclusi colombari, sepolcri e tombe di famiglia)ECostruzione cimiteriale
E/9Edifici a destinazione particolare non compresi nelle categorie precedenti del gruppo EEEdificio a destinazione particolare
F/1Area urbanaFArea urbana
F/2Unità collabentiFUnità non utilizzabile
F/3Unità in corso di costruzioneFUnità non ultimata
F/4Unità in corso di definizioneFUnità da definire
F/5Lastrico solareFLastrico solare
F/6Fabbricato in attesa di dichiarazioneFFabbricato da dichiarare
F/7Infrastrutture di reti pubbliche di comunicazioneFInfrastruttura di comunicazione

Le categorie catastali più cercate

Le schede seguenti approfondiscono sei codici ricorrenti senza trasformarli in pagine separate. Denominazione, uso sintetico e moltiplicatori sono letti direttamente dal modulo dati usato anche dal calcolatore di iCatasto. I coefficienti si applicano alla rendita rivalutata del 5%: non vanno moltiplicati per il prezzo di vendita e non determinano da soli l’imposta effettivamente dovuta.

Categoria catastale A/2: abitazioni di tipo civile

A/2 corrisponde a “Abitazioni di tipo civile”; nel modulo l’uso tipico è “Abitazione”. È la categoria frequente per appartamenti inseriti in fabbricati residenziali con caratteristiche costruttive, distributive e di finitura considerate civili nel relativo contesto censuario. Non significa automaticamente casa di lusso, edificio recente o immobile di alto valore: il classamento dipende dalle qualità catastali confrontate nella zona, non dal prezzo chiesto in un annuncio. Ai fini del calcolo, la rendita indicata in visura viene prima rivalutata del 5% e poi moltiplicata per il coefficiente pertinente. L’agevolazione “prima casa” incide sul valore catastale usato nell’imposta di registro quando ricorrono tutti i requisiti; non cambia invece il moltiplicatore IMU. L’abitazione principale può essere esclusa dall’IMU nei casi previsti, ma questa è un’esenzione soggettiva e d’uso, non una proprietà automatica della sigla A/2.

Moltiplicatore IMU: 160; Registro prima casa: 110; Registro seconda casa: 120.

Per applicare i valori alla rendita effettiva usa il calcolo della rendita catastale.

Categoria catastale A/3: abitazioni di tipo economico

A/3 identifica “Abitazioni di tipo economico” e il modulo la sintetizza come “Abitazione economica”. “Economico” è un termine tecnico del classamento, non un giudizio sul reddito del proprietario né una garanzia che l’immobile costi meno di un A/2. Descrive unità con caratteristiche e finiture economiche rispetto agli standard catastali locali; posizione, mercato e stato di manutenzione possono produrre prezzi molto diversi. Sul piano fiscale A/3 segue la stessa famiglia coefficientale delle comuni abitazioni del gruppo A diverse da A/10. La rendita, determinata anche da classe e consistenza, viene rivalutata e alimenta la base IMU o il valore catastale di registro. Per la prima casa il coefficiente di registro è ridotto solo se l’atto e l’acquirente rispettano le condizioni dell’agevolazione. La categoria non basta quindi per stabilire né aliquota finale né diritto al beneficio.

Moltiplicatore IMU: 160; Registro prima casa: 110; Registro seconda casa: 120.

Inserisci rendita, categoria e tipo di acquisto nel calcolatore catastale per vedere separati i risultati.

Categoria catastale A/10: uffici e studi privati

A/10 è riservata a “Uffici e studi privati”; l’uso sintetico canonico è “Ufficio o studio privato”. Pur iniziando con la lettera A, non è una categoria abitativa. È appropriata per unità destinate stabilmente a ufficio o studio privato quando le caratteristiche oggettive e la destinazione catastale corrispondono. Un appartamento nel quale si lavora occasionalmente da casa non diventa per questo A/10, mentre un ufficio non può essere trattato come abitazione soltanto perché conserva una distribuzione simile. La distinzione ha un effetto numerico rilevante: A/10 usa coefficienti differenti dalle abitazioni ordinarie. Il modulo restituisce lo stesso moltiplicatore di registro nei campi prima e seconda casa, perché l’agevolazione residenziale non si applica all’ufficio A/10. Anche l’eventuale cambio verso un uso abitativo richiede verifiche urbanistiche e catastali, non una semplice scelta nel calcolo.

Moltiplicatore IMU: 80; Registro prima casa: 60; Registro seconda casa: 60.

Confronta la base imponibile generata dalla rendita nel tool di calcolo catastale.

Categoria catastale C/1: negozi e botteghe

C/1 significa “Negozi e botteghe” e l’uso tipico registrato nel modulo è “Negozio o bottega”. Riguarda unità ordinarie predisposte per la vendita o per attività assimilabili alla bottega, non qualsiasi spazio nel quale opera un’impresa. Magazzini, laboratori artigianali e fabbricati commerciali costruiti per esigenze speciali possono ricadere rispettivamente in C/2, C/3 o D/8. La categoria effettiva va quindi letta sulla visura, evitando di dedurla dall’insegna o dal contratto di locazione. C/1 ha coefficienti propri, più bassi di quelli delle abitazioni ma applicati a una rendita che deriva dalle tariffe della categoria, dalla classe e dalla consistenza. I campi prima e seconda casa non producono una differenza per un negozio: l’etichetta del calcolatore distingue lo scenario di registro, ma il beneficio abitativo non trasforma il locale commerciale in pertinenza residenziale.

Moltiplicatore IMU: 55; Registro prima casa: 40,8; Registro seconda casa: 40,8.

Per evitare confronti tra coefficienti isolati, prova il calcolo dalla rendita indicata in visura.

Categoria catastale C/6: box, autorimesse e rimesse

C/6 comprende “Stalle, scuderie, rimesse, autorimesse (senza fine di lucro)”; il modulo riassume l’uso come “Stalla, rimessa o autorimessa”. È il codice che compare spesso per box auto, autorimesse e posti coperti censiti come unità autonome, ma la denominazione comprende anche stalle e scuderie senza fine di lucro. Quando un C/6 è destinato in modo durevole al servizio di un’abitazione può assumere rilievo come pertinenza ai fini fiscali, entro requisiti e limiti previsti dalla singola disciplina. Questo rapporto non cambia il codice catastale e non nasce dal solo fatto che box e casa appartengano alla stessa persona. Nel modulo il coefficiente di registro resta uguale nei due scenari, mentre l’eventuale trattamento agevolato dipende dall’atto e dal legame pertinenziale. Per l’IMU occorre inoltre verificare se e come la pertinenza rientri nel regime dell’abitazione principale.

Moltiplicatore IMU: 160; Registro prima casa: 120; Registro seconda casa: 120.

Calcola il valore del box separatamente con il tool per rendita e categoria, usando la sua rendita specifica.

Categoria catastale D/1: opifici

D/1 identifica gli “Opifici” e nel modulo ha uso tipico “Opificio industriale”. Rientrano qui immobili a destinazione speciale organizzati per un’attività produttiva, nei quali costruzione, impianti e distribuzione sono strettamente legati alla funzione industriale. Non ogni laboratorio è D/1: le unità ordinarie per arti e mestieri possono essere C/3, mentre altri fabbricati industriali con esigenze speciali rientrano in D/7. Il classamento concreto dipende dalle caratteristiche del complesso e non si risolve scegliendo il coefficiente più favorevole. Per D/1 il modulo usa il moltiplicatore IMU previsto per il gruppo D diverso da D/5 e il coefficiente di registro assegnato agli immobili speciali del gruppo. I valori prima e seconda casa coincidono perché un opificio non accede all’agevolazione residenziale. Agevolazioni d’impresa, aliquote comunali e regole su specifici impianti restano verifiche distinte dal calcolo base.

Moltiplicatore IMU: 65; Registro prima casa: 60; Registro seconda casa: 60.

Usa il calcolatore della rendita catastale come passaggio numerico, non come classificatore dell’immobile.

Classe catastale: cos’è e come incide sulla rendita

La classe catastale esprime il livello di capacità reddituale attribuito all’unità all’interno della stessa categoria e della medesima zona censuaria. Due appartamenti A/2 possono avere classi diverse perché, nel quadro tariffario locale, presentano differenti caratteristiche posizionali, costruttive o funzionali. Di norma le classi sono indicate con numeri progressivi; quando per una categoria e una zona è prevista una sola classe può comparire la lettera “U”, cioè unica.

Categoria e classe lavorano insieme. La tariffa d’estimo associata alla classe viene applicata alla consistenza catastale per determinare la rendita delle unità ordinarie. Salire di classe tende quindi ad aumentare la rendita a parità di categoria e consistenza; di conseguenza crescono anche i valori ottenuti rivalutando e moltiplicando la rendita. La classe non è però un coefficiente fiscale da inserire nel calcolatore: il suo effetto è già incorporato nella rendita presente in visura. La trovi nel quadro dei dati di classamento della visura catastale, accanto a categoria, consistenza e rendita. Se manca o appare incoerente, va verificato il tipo di immobile e l’atto catastale di provenienza.

Gruppo A: abitazioni e uffici

Il gruppo A comprende soprattutto abitazioni, differenziate in base alla tipologia catastale: signorile, civile, economica, popolare, rurale, in villino, in villa e altre configurazioni indicate nella tabella. A/9 è riservata a castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici; A/11 agli alloggi tipici dei luoghi. A/10 costituisce un caso da riconoscere subito: identifica uffici e studi privati, non abitazioni. La categoria non esprime da sola qualità, prezzo di mercato o stato di manutenzione. Per capire la rendita occorrono anche la classe attribuita nell'ambito territoriale e la consistenza dell'unità.

Gruppo B: immobili collettivi

Le categorie B descrivono immobili destinati a funzioni collettive o istituzionali. Vi rientrano, tra gli altri, collegi e caserme, strutture sanitarie senza fine di lucro, prigioni, uffici pubblici, scuole, biblioteche e musei. La destinazione specifica è decisiva: una casa di cura senza fine di lucro è ricondotta a B/2, mentre la corrispondente attività con fine di lucro compare nel gruppo D. Per questo non basta osservare la forma dell'edificio; conta il complesso di caratteristiche che ne definisce la destinazione catastale.

Gruppo C: attività commerciali e pertinenze

Il gruppo C raccoglie unità ordinarie spesso legate ad attività commerciali, artigianali o di servizio e a spazi accessori. C/1 identifica negozi e botteghe, C/2 magazzini e locali di deposito, C/3 laboratori per arti e mestieri. C/6 comprende stalle, scuderie, rimesse e autorimesse senza fine di lucro, quindi è il codice che si incontra frequentemente per box e posti destinati al ricovero dei veicoli. C/7 riguarda le tettoie. Anche quando un locale è collegato a un'abitazione, la sua categoria resta un dato autonomo da leggere nella visura della relativa unità.

Gruppo D: immobili a destinazione speciale

Nel gruppo D rientrano immobili costruiti o adattati per esigenze specifiche di un'attività produttiva o economica. L'elenco comprende opifici, alberghi e pensioni con fine di lucro, teatri e sale per spettacoli, strutture sanitarie con fine di lucro, istituti di credito, impianti sportivi, fabbricati per attività industriali o commerciali e funzioni produttive connesse all'agricoltura. La specializzazione distingue queste unità dalle categorie ordinarie: caratteristiche costruttive e organizzazione degli spazi sono strettamente legate alla funzione svolta. D/5, dedicata a credito, cambio e assicurazione, è inoltre trattata separatamente da altre categorie D in alcuni calcoli fiscali.

Gruppo E: destinazioni particolari

Le categorie E riguardano immobili con destinazioni particolari, spesso collegate a servizi pubblici o funzioni difficilmente assimilabili al mercato immobiliare ordinario. Stazioni di trasporto, ponti pubblici a pedaggio, fortificazioni, fari, edifici destinati all'esercizio pubblico dei culti e costruzioni cimiteriali sono alcuni esempi. Il gruppo non va confuso con D: entrambi escono dal quadro ordinario, ma rappresentano famiglie catastali differenti. La denominazione della singola categoria chiarisce quale funzione particolare giustifica l'inquadramento.

Gruppo F: entità urbane e situazioni in transizione

Il gruppo F raccoglie entità urbane che non sono trattate come normali unità produttive di rendita. F/1 indica un'area urbana; F/2 un'unità collabente, cioè non utilizzabile nelle condizioni registrate; F/3 un'unità in corso di costruzione; F/4 un'unità in corso di definizione; F/5 un lastrico solare. Nel modulo dati compaiono inoltre F/6 per il fabbricato in attesa di dichiarazione e F/7 per le infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione. Questi codici descrivono uno stato o una natura dell'entità: non devono essere letti come equivalenti alle categorie ordinarie A, B o C.

La presenza di una categoria F può segnalare una situazione destinata a cambiare, come accade quando costruzione o definizione vengono completate, ma il passaggio a un'altra categoria non è automatico per il solo trascorrere del tempo. Occorre che lo stato catastale rifletta quello dell'immobile attraverso gli adempimenti pertinenti. Per una valutazione concreta fanno fede gli atti aggiornati relativi all'unità.

Come la categoria entra nel calcolo di rendita e imposte

Per le unità dotate di rendita, la categoria colloca l'immobile in una determinata famiglia catastale. Insieme alla classe e alla consistenza, consente l'applicazione delle tariffe previste per ottenere la rendita. Non si può quindi ricavare la rendita conoscendo soltanto il codice, né confrontare due immobili usando la categoria come unico parametro.

Quando una norma fiscale assume la rendita come punto di partenza, il procedimento prosegue con la rivalutazione prevista e con un moltiplicatore che varia in base alla categoria e alla finalità del calcolo. La base imponibile IMU e il valore catastale impiegato, quando ne ricorrono i presupposti, per l'imposta di registro non sono la stessa cosa e possono usare coefficienti diversi. Le entità del gruppo F, prive di rendita propria, non seguono questo percorso. Per vedere i passaggi e distinguere i risultati consulta il calcolo della rendita catastale. Il risultato è una stima informativa: agevolazioni, esenzioni e condizioni del singolo caso richiedono una verifica specifica.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra A/2 e A/3?

A/2 indica le abitazioni di tipo civile, mentre A/3 indica le abitazioni di tipo economico. La categoria effettiva dipende dalle caratteristiche catastali dell’unità e dal contesto censuario, non dal solo valore di mercato.

Che cosa identifica la categoria A/10?

A/10 identifica uffici e studi privati. Pur appartenendo al gruppo A, non è una categoria abitativa ed è trattata separatamente in alcuni calcoli fiscali.

Che cosa significano F/3 e F/4?

F/3 indica un’unità in corso di costruzione; F/4 un’unità in corso di definizione. Sono situazioni catastali transitorie e non categorie ordinarie dotate di rendita propria.

Le categorie del gruppo F hanno una rendita catastale?

No: le entità urbane del gruppo F sono prive di rendita catastale propria. Descrivono aree, unità non utilizzabili o non ultimate e altre entità indicate nella tabella.

Che cos’è la classe catastale?

È il livello di capacità reddituale assegnato all’unità all’interno della stessa categoria e zona censuaria. Incide sulla tariffa usata per determinare la rendita e si legge nella visura catastale accanto a categoria, consistenza e rendita.